lunedì 24 dicembre 2007
domenica 16 dicembre 2007
"I FATTI DI SCILLA"

venerdì 14 dicembre 2007
L'Aquilotto scillese


Il sacrificio estremo del sergente maggiore pilota, medaglia d'argento al valor militare, protagonista di una memorabile azione aerea nella zona dell'Emberterà, è stato ricordato nel corso della celebrazione del XXX anniversario della fondazione della sezione dell'Associazione arma aeronautica e del XL anniversario della morte del generale di squadra aerea, Silvio Napoli, organizzata presso l'aeroporto dello Stretto dalla sezione provinciale. Il due giugno del '37, “l’aquilotto scillese” chiese insistentemente di partecipare ad una azione di guerra nel deserto africano. Il pilota di Scilla si distinse tra i colleghi della propria squadriglia infliggendo gravi perdite al nemico. Ma, purtroppo, il destino in agguato rapì la sua giovane vita tra l'azzurro di quel cielo che tante volte lo aveva visto protagonista. Il suo aereo fu colpito da alcuni micidiali proiettili esplodenti. L'aquilotto riuscì ugualmente ad atterrare tra le dune dell'Emberterà. Il giovane aviatore, raggiunto e circondato da ingenti truppe nemiche, invece di arrendersi resistette arma in pugno sino all'ultima pallottola. Per tributare il giusto omaggio alla memoria

MOTIVAZIONE
Medaglia d’argento al Valor Militare (alla memoria)
“Chiedeva insistentemente di partecipare ad una azione di guerra in zona Emberterà. Con grande precisione e cosciente sprezzo del pericolo, infliggeva forti perdite al nemico.
Costretto, perché colpito irrimediabilmente al motore, atterrava fra le orde ribelli che egli stesso aveva posto in fuga, combatteva da prode contro nemici mille volte superiori al numero, finché, soverchiato dalla furia selvaggia, cadeva con l’arma in pugno, immolando la sua giovane vita per la gloria della Patria che tanto amava”.
Cielo dell’Impero, 2 giugno 1937 XV B.U. 1938 Didp. 48ª pag. 1223
La medaglia d'argento al valor militare Rocco Siclari viene commemorato annualmente a Reggio Calabria dall'Associazione Arma Aeronautica. Nel 2006, l'Anassilaos, nell'ambito della cerimonia dedicata ai caduti militari e civili di Reggio e provincia ha consegnato una targa ricordo ai familiari. A pochi giorni dal 2008, cioè a quasi 71 anni dall'eroica morte, il comune di Scilla non ha ancora "trovato" il tempo per ricordarlo. Nemo profeta in Patria!!
Il massimo della pena
della
Prima Calabria Ulteriore
La Corte
Dichiara Filippo Bova da Scilla colpevole d’omicidio premeditato con arma da taglio assassinio in persona di Rocco Fava primo eletto del comune di Scilla avvenuto il 13 novembre 1830. Filippo Bova e la sua famiglia da lunga data esercitavano abusivamente l’uso del monopolio atto alla vendita di prodotti ittici. Quando il soggetto passivo fu investito della carica di primo eletto, decise di porre fine a tale arbitrio. E per tali motivi venne ucciso. Condanna Filippo Bova alla pena di morte; al ristoro delle spese di giudizio liquidati in 99 ducati e grana 20 a profitto della Reale Tesoreria.
Reggio li 3 gennaio 1832
Corte d’Assise di Reggio Calabria
La Corte
Dichiara Antonino Chirico, fu Filippo, di anni 28, cardaio, da Scilla, nullatenente, celibe, analfabeta, non militare colpevole di grassazione accompagnata da omicidio in persona di Pietro Tigani, assassinio avvenuto l’11 ottobre 1868. L’imputato aggredì la vittima uccidendola e depredandola di un carico di olio, il misfatto avvenne a Scilla. Condanna Antonino Chirico alla pena di morte e alle spese di giudizio a favore dell’Erario Nazionale.
Reggio Calabria li 2 febbraio 1871
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